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Spedizione di 45 ricercatori a quota 4554 metri per studiare le reazioni del cuore umano in alta quota.
Una spedizione di 45 persone, suddivise in tre turni, si è recata al rifugio Capanna Margherita, che situato sul Monte Rosa è il più alto d'Europa, raggiunge infatti i 4554 metri sul livello del mare. Qui tra apparecchiature e farmaci i vari componenti alla missione suddivisi tra: volontari, ricercatori, professori e medici hanno effettuato dei test che aiuteranno a capire e studiare una patologia che colpisce 2 milioni di persone in Italia: lo scompenso cardiaco. A questa altitudine infatti anche i cuori 'normali' subiscono scompensi e quindi il rifugio è la location ideale per valutare e studiare quali possono essere i rimedi a questa patologia. Tra i componenti della spedizione anche Simona Raspelli che vi ha partecipato in qualità di volontaria e dopo mesi di addestramento, ai quali si sono sottoposti tutti i membri del gruppo, si è recata al rifugio Margherita insieme a tutti gli altri per mettersi a disposizione degli studiosi. La spedizione è stata organizzata e promossa dal Centro Auxologico Italiano, il capo progetto è Gianfranco Parati, direttore del Dipartimento di cardiologia dell’Auxologico di Milano e professore di medicina interna all’Università di Milano-Bicocca, con le sue parole ecco per voi l'obiettivo della spedizione: ''Data l’esperienza pluriennale del nostro gruppo sulle sperimentazioni in alta quota, lo studio attuale si prefigge come obiettivo quello di integrare i dati ottenibili da un setting sperimentale come quello dell’ipossia ipobarica d’alta quota, con i dati clinici ottenuti su pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico. Lo scompenso cardiaco (HF) è una condizione morbosa caratterizzata da elevata morbilità e mortalità. La respirazione alterata, definito di “Cheyne-Stokes” (CSR), è una respirazione di tipo periodico nel quale fasi di apnea centrale si alternano a periodi di iperventilazione: è frequentemente osservato nei pazienti con scompenso cardiaco ed ha un valore prognostico negativo, particolarmente quando si associa alla presenza di respirazione periodica durante esercizio. I meccanismi responsabili della comparsa di CSR non sono ancora del tutto definiti. Tale pattern ventilatorio è presente anche in soggetti sani esposti a quote elevate: ecco il motivo centrale del nostro studio. I questo modo possiamo ricreare la condizione del soggetto malato in soggetti sani, studiando i modi in cui si instaura e quindi le varie possibilità che abbiamo di trattarlo e curarlo. Servizio a cura di Simona Raspelli, per chiunque fosse interessato a conoscere più a fondo questo progetto vi rimandiamo al sito ufficiale dell'istituto: www.auxologico.it
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